Nel territorio piacentino, fino al 1800 l’aglio si coltivava negli orti famigliari e in piccoli appezzamenti e soltanto agli inizi del ‘900 e precisamente nel 1922 si hanno notizie ufficiali e statistiche relative alla produzione del prezioso bulbo in pieno campo. A Piacenza, a partire dal 1947 all’interno del Consorzio Provinciale di Orticoltura era nata una speciale sezione chiamata S.E.P.A che produceva aglio esportandolo soprattutto negli Stati Uniti. La produzione provinciale è sempre stata di notevole riguardo, con una media annuale di circa 3 mila tonnellate. Le varietà locali Ottolini e Serena hanno occupato ettari ed ettari di
Aglio nero piacentino? Cos’è questa strana bizzarria?
L’aglio nero me l’ha fatto scoprire la mia giardiniera Alessandra. Un giorno, parlando di spezie e aglio mi disse che l’aglio nero era una specialità ancora poco diffusa in Italia. Io, nella mia beata ignoranza, pensavo che fosse un cultivar particolare e le chiesi dove potevo procurarmelo. Scoprii poi che in realtà si trattava di aglio fresco, essiccato naturalmente e sottoposto a un lungo processo di fermentazione, lungo almeno 12 giorni.
Indagando e studiando la materia, mentre il mio aglio piacentino biologico cresceva nel campo,
Ca’ Milla è un’azienda moderna, anche se impegnata nel recupero degli antichi sapori e tradizioni. Per questo fa della “multifunzionalità” il suo riferimento costante. Produciamo tante cose ma non possiamo fare tutto, siamo un’azienda di pianura quindi non troverete la composta di “marroni” o la marmellata di “arance”.
Seguiamo il ritmo delle stagioni e offriamo i frutti della nostra terra. Quando sono finiti bisognerà prenotarli per l’anno successivo perché sono buoni e vanno a ruba. Oltre che cibo produciamo anche cultura, recuperiamo le antiche tradizioni legate al fiume attraverso testi, video e tutorial perché è di vitale importanza tramandarli alle future
La storia dell’azienda agricola Ca’ Milla, 5 ettari incastonati tra il fiume Po e l’argine maestro che abbraccia la Golena di Veratto, è strettamente legata al fiume che le scorre accanto. In questo lembo di terra umida si sono succedute quattro generazioni: il prozio Enrico che viveva in una casupola all’interno del podere, il nonno Camillo che ha acquisito da lui il podere dopo la costruzione dell’argine maestro, il papà Luigi che ha ereditato parte delle terre di famiglia e ha ampliato un po’ la proprietà e Camilla che, dopo una laurea all’Università di Pavia ha deciso di rilevare l’azienda
L’Azienda Agricola Ca’ Milla è certificata biologica dal 2018.
E’ stata una scelta consapevole, ma anche obbligata, per una piccola azienda di cinque ettari in un mare di aziende agricole più grandi e vocate all'agro industria.
Questa evoluzione verso l'aggregazione e il latifondismo si è manifestata sempre più in Italia, già a partire dal 2012. La strada per le piccole aziende marginali è segnata: produzioni di nicchia e vendita il più possibile diretta al consumatore finale.
A questo problema si è unita anche una ricerca costante di nuove soluzioni per lavorare il terreno e renderlo fertile, ma produttivo, nonostante la mancanza
Ca’ Milla è un’azienda moderna, anche se impegnata nel recupero degli antichi sapori e tradizioni.
Per questo fa della “multifunzionalità” il suo riferimento costante. Produciamo tante cose ma non possiamo fare tutto, siamo un’azienda di pianura quindi non troverete la composta di “marroni” o la marmellata di “arance”.
Seguiamo il ritmo delle stagioni e offriamo i frutti della nostra terra. Quando sono finiti bisognerà prenotarli per l’anno successivo perché sono buoni e vanno a ruba. Oltre che cibo produciamo anche cultura, recuperiamo le antiche tradizioni legate al fiume attraverso testi, video e tutorial perché è di vitale importanza
La storia dell’azienda agricola Ca’ Milla, 5 ettari incastonati tra il fiume Po e l’argine maestro che abbraccia la Golena di Veratto, è strettamente legata al fiume che le scorre accanto. In questo lembo di terra umida si sono succedute quattro generazioni: il prozio Enrico che viveva in una casupola all’interno del podere, il nonno Camillo che ha acquisito da lui il podere podo dopo la costruzione dell’argine maestro, il papà Luigi che ha ereditato parte delle terre di famiglia e ha ampliato un po’ la proprietà e Camilla che, dopo una laurea all’Università di Pavia ha deciso